Medicine & health/Medicina e salute
Ariano Irpino, meeting “Le due culture”, quintagiornata dedicata alla scienza
Staminalipluripotenti, aspettative dei pazienti, selezione della specie centocinquantaanni dopo Charles Darwin e quaranta anni dopo Jacque Monod
Ariano Irpino - I miraggi della medicinarigenerativa e la possibilità di poter disporre di una stessa cellula dipartenza per qualunque organo o tessuto, le staminali pluripotenti alla lucedel conflitto etico sull’uso dell’embrione. E ancora, l’equivalenza tra celluleusate a scopo terapeutico e farmaco, le aspettative dei pazienti e l’entusiasmodella comunità medica e scientifica. La selezione della specie e il viaggioaffascinante alla scoperta del DNA centocinquanta anni dopo Charles Darwin equaranta anni dopo Jacque Monod, nella quinta giornata del meeting “Le dueculture”, la settimana di studio e confronto tra cultura umanistica e culturascientifica, organizzata dal presidente Biogem, Ortensio Zecchino. Ospiti diquesta giornata interamente dedicata alla scienza, nei locali dell’istitutoarianese di ricerca,Maurizio Muraca, responsabile del Laboratorio Analisidell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Luca Bonfantidell’Università di Torino,Tiziana Angela Luisa Brevini dell’Università diMilano, N. Brunetti Pierri del TIGEM di Napoli, Roberto Di Lauro della StazioneZoologica “Anton Dohrn” di Napoli,Giovanni Migliaccio dell’Istituto Superioredi Sanità, Cristina Pintus dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Giampaolo Bragadel Consorzio per la Ricerca sui Trapianti di Organi e Tessuti Regione Veneto,e Giorgio Bernardi, presidente emerito Stazione Zoologica “Anton Dohrn” diNapoli. Flavia Squarcio - fonte Il Grecale
Pandemia finita e Italia con triplo vaccino
Caldo e stress, l’influenza colpisce anche d’estate
Le difese immunitarie sono indebolite anche dagli sbalzi di temperatura. Riposo, idratazione e alimentazione equilibrata sono le regole base per guarire.
L’idea che l’estate sia un periodo di pace e di relax, infatti, non è sempre vera: «La stanchezza si accumula dopo mesi di lavoro, causando un aumento dello stress, e i problemi organizzativi per le vacanze possono essere fonte d’ansia -prosegue Peci-. Per i bambini la fine della scuola coincide con un brusco cambio di abitudini, mentre gli studenti universitari sono impegnati negli ultimi sforzi per le sessioni d’esame estive. L’ambiente esterno, poi, mette a dura prova i sistemi di autoregolazione dell’organismo: a mandare in tilt il nostro corpo non è solo il caldo, ma soprattutto gli sbalzi di temperatura, dovuti a variazioni climatiche o a cause indotte dall’uomo, come l’aria troppo fredda -e spesso viziata- che viene prodotta dai condizionatori».
A fronte di questi fattori, il sistema immunitario si trova a dover cambiare improvvisamente il modello di difesa che ha mantenuto durante l’anno: quello che si può fare è aiutarlo a “rimettersi in sesto” più velocemente. In che modo? «Prima di tutto riparandoci dal calore e dal freddo eccessivi -suggerisce Peci-. Poi, seguendo un’alimentazione equilibrata, fresca e nutrizionalmente valida, a base di frutta e verdura. Bere molta acqua è estremamente importante per mantenere idratazione ed equilibrio idrosalino. Fondamentale, infine, è riposarsi, assecondando i tempi e le reazioni del nostro corpo».
Dare a sé stessi il tempo di riprendersi e condurre una vita equilibrata, senza fare ricorso a farmaci o antibiotici, è il modo migliore per passare indenni da questa sorta di influenza che, in soggetti sani, si risolve senza complicazioni in pochi giorni.
Cerifos - Centro di ricerca e formazione scientifica con sede a Milano diretto da Samorindo Peci, laureato in Medicina all'Università Cattolica di Roma e dottore in Scienze metaboliche, endocrinologia ed endocrinochirurgia sperimentale. Cerifos sviluppa progetti di ricerca nell'ambito dell'immunologia e dell'endocrinologia concentrandosi sulle nuove frontiere aperte dalle terapie citochiniche e citoplasmatiche di tipo autologo. Il portale www.cerifos.it offre a medici e pazienti informazioni sullo stato della ricerca italiana e internazionale in questo campo.
Shot in the face but not in the heart: Incredible story....
PORTLAND, Ore. – Chrissy Steltz is recovering at Legacy Emanuel Hospital Thursday after having received the first of three life-changing facial surgeries Wednesday.
After being shot in the face with a shotgun, Steltz was able to breathe through her nasal passages for the first time in 10 years.
“So refreshing, like something that you lost and found again,” Steltz said from her hospital bed. “I can’t quit. It feels so good to breath through the nasal passages.”
Since 1999 she’s been living without her eyes, nose, and part of her face.
Another teenager shot her with a 12-gauge shotgun from 5 ½ feet away, amazingly missing her brain. It occurred at a gathering where underage drinking was taking place and involved a gun that had been stolen in a burglary.
The wounds have been significant for Steltz and have been hidden behind a mask.
“I have a 10-year-old sister, and I have always taught her that beauty is on the inside,” she said.

Eventually, she will be fitted with a prosthetic face.
Her injuries haven’t stopped her from living: she’s been teaching blind children life skills.
“Life is what you make it,” she said.
And now she and her partner, Jeffrey, who’s also blind, are raising their 2-month-old baby boy, which leaves no time for self-pity.
“Just because you have a tragic thing happen in your life, it doesn’t mean that your life is over,” she said.
Steltz is having the surgeries ten years later because the Oregon Health Plan denied her coverage of the procedure because it considered the surgeries to be cosmetic. However, her doctor, Eric Dierks, and others are donating their services.
phoo: katu.com
Dolore - Relazione medico-paziente: obiettivi comuni, ma percezioni differenti
Cosa calma le staminali
Scoperto un fattore che impedisce alle cellule staminali di proliferare nel cervello, ritardando così gli effetti dell’invecchiamento
NOTIZIE – Nel cervello esiste un serbatoio di cellule staminali che servono a far nascere nuovi neuroni quando ce n’è bisogno. Per la maggior parte del tempo queste cellule restano in stato quiescente, impedendo così l’esaurimento della riserva e l’invecchiamento precoce. Un team di ricercatori del Salk Institute di La Jolla in California, ha individuato un fattore che controlla l’attivazione delle staminali cerebrali, che potrebbe essere collegato anche agli effetti benefici dell’esercizio fisico contro l’invecchiamento cerebrale.
Studi precedenti avevano dimostrato che le staminali cerebrali quiescenti esprimono il recettore indicato con la sigla A1 per una proteina nota come fattore osseo morfogenetico (BMP). Fred Gage e colleghi hanno analizzato a fondo il ruolo di questa proteina in una zona del cervello nota come ippocampo, importante per la memoria e uno dei due siti del cervello dove ha luogo la neurogenesi, e cioè la formazione di nuovi neruoni. Gli scienziati hanno osservato che il ruolo “segnaletico “ della proteina, che si innesca con l’interazione fra la proteina e il suo recettore, è inattivo nella maggior parte delle cellule che sono in piena proliferazione, mentre è attivo in quelle che sono in fase di riposo.
Ulteriori osservazioni in vitro hanno confermato l’effetto anti-proliferativo della BMP, che si invertiva quando la BMP veniva sostituita con un altra proteina nota col nome di Noggin, che rende inerte la BMP.
La proliferazione eccessiva delle cellule neurali può innanzitutto provocare tumori, ma tende anche a esaurire il “serbatoio” di staminali cerebrali, come è stato dimostrato anche sperimentalmente da Gage e colleghi, portando a un rapido invecchiamento (e diminuzione di volume dell’ippocampo) del tessuto nervoso.
La BMP, con la sua azione modulatrice, è fondamentale per la longevità del sistema nervoso e ora Gage sta indagando l’effetto dell’esercizio fisico sulla proteina. É infatti noto che l’esercizio fisico tende ad ammorbidire gli effetti dell’invecchiamento, ostacolando per esempio la diminuzione in numero dei neuroni ippocampali. Gage intende comprendere quali siano i meccanismi molecolari di questo effetto anti-età . La ricerca di Gage e colleghi è stata pubblicata sulla rivista Cell Stem Cell.
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