Londra ( Margherita Calderoni Moscogiuri) Il Busto fiorentino in terracotta rinascimentale di Papa Leone X commissionato dal Comune di Pietrasanta allo scultore Gabriele Vicari riveve il suo splendore al V&M di Londra.
L’opera in terracotta del Rinascimento Fiorentino, (attribuita a Antonio de’ Benintendi-1512) è un ritratto eccezionalmente fedele del Cardinale Giovanni de’Medici che, appena diventato papa nel 1513, decise di portare Pietrasanta e territori annessi sotto l’influenza fiorentina, dopo che per secoli era rimbalzata fra quella di Genova e Lucca.
Per celebrare appunto tale Lodo papale, la piccola “ capitale della cultura versiliese” ha deciso di finanziare un grande monumento marmoreo in onore di Leone X, da posizionare sul piazzale antistante il Municipio.
Ci si potrebbe chiedere se lo meriti. Leone X non ha un’aura di santita’: da quando diventò
cardinale a 14 anni considerò la Chiesa un affare da far fruttare in modo proficuo.
Infatti si godette il papato come un principe rinascimentale, organizzando feste, banchetti, cacce e intrattenimenti vari, suscitando abbastanza scandalo da portare allo scisma di Martin Lutero.

D’altra parte fu unemerito sponsor delle Arti e degli artisti, vedi Michelangelo e Raffaello, e il suo Lodo perPietrasanta fu l’inizio dello sviluppo commerciale e culturale della città e dintorni, conferendo una nuova identità territoriale e relativa stabilità politico-economica.
Favorendo per esempio l’industria del marmo, tutt’oggi molto attiva.
Questo marmo sarà quindi usato da Gabriele Vicari, rinomato scultore lucchese maestro dell’arte figurativa, celebrato per numerose sculture all’estero e in Italia, vedi lo straordinario Galileo di Pisa o l’evocativo D’Annunzio in Versiliana, (nel 2009 vinse pure il Portrait Pangolin International prize organizzato dalla National Portrait Gallery di Londra) Molto attento ai dettagli della fisionomia, è rimasto colpito dal suddetto busto nel V&M,che coglie perfettamente il carattere di Giovanni de’ Medici.

Meno complimentoso e addolcito del suo ritratto di Raffaello ( che fra l’altro nel 1512 fu
ingaggiato a disegnare gli stupendi cartoni per gli arazzi vaticani sulle vite di Pietro e Paolo,
conservati anche loro nel V&M) il busto in questione raffigura senza compromessi una personaaltezzosa, sdegnosa, presuntuosa e pure insolente. Senz’altro irritabile ed egocentrico, oltre che ostinato, come si addice al figlio viziato di Lorenzo il Magnifico, non fu un cattivo ragazzo ma, indirizzato verso una carriera che non si confaceva col suo temperamento godereccio, una volta arrivato alla piu’ alta carica ecclesiastica, indurì il carattere sfruttando il suo potere.
Abituato ad essere obbedito, probabile che Leone X sfoderasse giusto l’espressione di questo busto alle rimostranze di Michelangelo, quando lo obbligò a lasciare le cave di Carrara per aprirne altre appunto dietro Seravezza e Pietrasanta, come fu un Papa molto determinato a imporre col suo Lodo la supremazia fiorentina su quei territori, facendo la loro fortuna. Da quelle cave verrà quindi il marmo per modellare i lineamenti di Leone X su quelli di 500 anni fa, esportati in terracotta a Londra.
Interessante notare come questa abbia un altro collegamento italiano:nel 1983 attrasse
l’attenzione di un gruppo di signore italiane di Londra, che sotto la guida della professoressa Elisa Provini Walker aiutarono il finanziamento per il suo restauro. L’iniziativa incontrò il favore dell’allora direttrice del Museo, Elizabeth Esteve Coll, e quel gruppo divenne il nucleo de Il Circolo, Associazione Culturale Italiana ancora attiva, diretta per diversi anni dalla stessa professoressa, uno dei piu’ illustri rappresentanti italiani all’estero.
















