Londra (Rosita Dagh) – Un’equipe di archeologi ha scoperto in Galles la più grande villa romana mai rinvenuta nel Paese, nascosta a meno di un metro sotto la superficie di Margam Country Park, nel sud del Paese. La scoperta potrebbe riscrivere la storia della presenza romana nella regione.

A individuare la struttura è stato un team guidato dall’archeologo Alex Langlands dell’Università di Swansea, grazie a sofisticate tecniche di ground penetrating radar. Le scansioni hanno rivelato una villa di 572 metri quadrati, lunga circa 43 metri, con ali laterali, veranda frontale e numerose stanze, circondata da un sistema difensivo.

 

Il sito è rimasto intatto per secoli perché si trova all’interno di un parco storico mai edificato né arato, fattore che lascia ipotizzare un livello di conservazione eccezionale. Per questo Langlands ha parlato di una possibile “Pompei di Port Talbot”, sottolineando il valore scientifico del ritrovamento.

Accanto alla villa è stata individuata anche una grande struttura a navata di 354 metri quadrati, probabilmente un granaio o un edificio comunitario, segno che l’area era il centro di una vasta tenuta agricola romana.

Secondo gli studiosi, la scoperta dimostra che il sud del Galles non era una periferia marginale dell’Impero, ma ospitava insediamenti di alto livello, paragonabili a quelli dell’Inghilterra meridionale. I risultati preliminari sono stati condivisi con la BBC e verranno presentati ufficialmente in un evento pubblico il 17 gennaio.

La posizione esatta del sito resta riservata per motivi di tutela. La priorità ora è la conservazione, seguita da ulteriori studi e, in futuro, da possibili scavi con il coinvolgimento della comunità locale.