Il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo al centro del seminario a Londra

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Londra (Redazione) – Il ruolo dell’Italia nel quadrante mediterraneo e le prospettive geopolitiche per il 2026 sono stati al centro del seminario “The Mediterranean and Italy’s role: challenges and opportunities in 2026”, ospitato il 3 marzo a Londra dall’Ambasciata d’Italia a Londra in collaborazione con il Centre for Geopolitics dell’Università di Cambridge.

Ad aprire i lavori è stato l’Ambasciatore Inigo Lambertini, che ha definito il Mediterraneo uno spazio strategico prioritario per la proiezione esterna dell’Italia. Un’area cruciale – ha sottolineato – perché crocevia di corridoi energetici, rotte commerciali e flussi migratori, elementi che rendono il bacino mediterraneo centrale negli equilibri regionali e globali.

In questa prospettiva, Lambertini ha richiamato strumenti chiave della politica estera italiana come il Piano Mattei per l’Africa e il Processo di Roma su sviluppo e migrazioni, iniziative che mirano a tradurre la visione strategica di Roma in azioni concrete. Investimenti, creazione di occupazione, rafforzamento istituzionale e cooperazione strutturale con i Paesi partner rappresentano, secondo l’approccio italiano, la via maestra per affrontare le cause profonde delle migrazioni e promuovere stabilità duratura.

A seguire, il fondatore e direttore del Centre for Geopolitics, Brendan Simms, ha presentato il nuovo programma di Studi Mediterranei recentemente istituito a Cambridge, segnale di un interesse accademico crescente verso una regione sempre più determinante per la sicurezza europea.

Il panel di approfondimento, che ha riunito analisti italiani e britannici, ha offerto una lettura articolata delle dinamiche geopolitiche in atto. Un dibattito che ha messo in evidenza come la stabilità della regione sia strettamente connessa alla prosperità dell’Europa.

Nel corso dell’incontro è emersa con forza la specificità dell’approccio italiano: una strategia pragmatica e strutturale che coniuga realismo politico e visione di lungo periodo, integrando cooperazione economica, sicurezza e partenariati strategici con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo allargato.

Il seminario londinese ha così confermato il Mediterraneo come priorità dell’agenda internazionale italiana e terreno privilegiato di dialogo tra Roma e Londra, in un contesto globale segnato da trasformazioni profonde e nuove interdipendenze.