Sanità italiana per gli iscritti AIRE: ecco chi potrà ottenerla pagando 2.000 euro

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Londra (Rosita Dagh) – Il Senato ha approvato  la legge che consente agli italiani residenti all’estero, al di fuori dell’Unione Europea e dei Paesi EFTA, di accedere nuovamente al Servizio Sanitario Nazionale durante i periodi di permanenza in Italia attraverso il versamento di un contributo annuale di 2.000 euro.

Il provvedimento riguarda potenzialmente circa tre milioni di cittadini italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) che vivono in Paesi extraeuropei come Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Argentina, Brasile, Tunisia e Albania. Fino ad oggi, infatti, l’iscrizione all’AIRE comportava generalmente la perdita dell’assistenza sanitaria ordinaria garantita dal Servizio Sanitario Nazionale, fatta eccezione per le prestazioni urgenti e di pronto soccorso.

 

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Con il pagamento del contributo annuale, gli aventi diritto potranno ottenere la tessera sanitaria, scegliere il medico di medicina generale, accedere alle prescrizioni farmaceutiche e usufruire delle prestazioni ospedaliere previste dal sistema sanitario pubblico durante la loro permanenza sul territorio italiano.

La normativa prevede alcune importanti esenzioni. I minori saranno coperti senza alcun costo aggiuntivo qualora almeno uno dei genitori abbia aderito al regime contributivo. Non saranno inoltre tenuti al pagamento dei 2.000 euro annui i pensionati residenti all’estero che percepiscono una pensione soggetta a tassazione in Italia.

La legge introduce anche specifiche disposizioni in caso di mancato versamento. Chi interromperà il pagamento annuale perderà temporaneamente il diritto alle prestazioni sanitarie previste dal provvedimento. Per ottenere la riattivazione della copertura sarà necessario versare gli importi arretrati, maggiorati degli interessi previsti.

L’obiettivo dichiarato della misura è rafforzare il legame tra lo Stato italiano e le proprie comunità all’estero, garantendo una tutela sanitaria a coloro che, pur avendo trasferito la propria residenza fuori dall’Europa, mantengono un rapporto stabile con il Paese e vi trascorrono periodi dell’anno.

La norma, tuttavia, non è ancora operativa. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, il Ministero della Salute dovrà emanare un decreto attuativo che definirà modalità, procedure e documentazione necessarie per presentare la domanda presso le Aziende Sanitarie Locali competenti.

Solo dopo l’adozione del decreto sarà possibile conoscere nel dettaglio tempi e modalità di adesione al nuovo regime sanitario destinato agli italiani residenti nei Paesi extra UE ed EFTA.