Londra ( Silvia Catarsi) Boris si scusa in parlamento e davanti alla nazione per non aver rispettato le sue stesse regole imposte durante il lookdown. Quando la nazione era chiusa in casa lui e i suoi amici festeggiavano con alcol e birra infrangendo ogni regola imposta.
Il peso delle accuse é grave, anche Theresa May accusa Boris di non essere stato all’altezza di essere un buon leader in un momento difficile e di aver governato molto male la situazione della pandemia.
Dal canto suo, ovviamente, Boris sottolinea gli enormi successi fatti nel suo operato, e che si ritiene responsabile del Partygate ma non si dimetterá.
Il tuono di accuse su premier Britannico sono pesanti, a rischio la sua carriera da Primo ministro e forse anche quella politica. I laburisti incombono, hanno trovato un varco nel quale poter entrare e togliere il potere ai conservatori, ogni giorno chiedono le dimissioni di Boris, il qual resiste grazie ad un maggioranza fatta di amici fidat.
Starmer ha definito Johnson un “disonesto”, ed è stato ripreso dal presidente della Camera per aver utilizzato un linguaggio non parlamentare, ne ha respinto il tentativo di legare la vicenda alla crisi ucraina e ha ripetuto che il Paese lo ha già giudicato e che dovrebbe dimettersi “se avesse un minimo di dignità”.
Non é il momento di mollare secondo Boris: “Mi scuso con tutto il cuore” ma resto al mio posto per svolgere il mio dovere con “umiltà”, anche per contrastare Vladimir Putin e rafforzare il sostegno della Gran Bretagna all’Ucraina.
















