Morto Papa Francesco: un cuore argentino con radici italiane

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Italoeuorpeo LondonONE radio morto il papa
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Londra- (Luca ridolfi) Papa Francesco è morto: il mondo saluta il pastore venuto “dalla fine del mondo”Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio, si è spento questa mattina all’età di 88 anni nella sua residenza di Casa Santa Marta, in Vaticano. Il primo pontefice sudamericano della storia, il papa “venuto dalla fine del mondo”, lascia un’eredità profonda, fatta di umanità, vicinanza ai poveri, riforme coraggiose e un richiamo costante alla misericordia. [leggi anche approdondimenti qui ]

Le origini: un cuore argentino con radici italiane

Jorge Mario Bergoglio nacque il 17 dicembre 1936 a Buenos Aires, figlio di emigrati piemontesi. Cresciuto in una famiglia semplice e credente, respirò fin da piccolo un cattolicesimo popolare e vicino alla gente. Dopo una breve esperienza come tecnico chimico, scelse la strada della vocazione religiosa entrando nella Compagnia di Gesù. Ordinato sacerdote nel 1969, divenne arcivescovo di Buenos Aires nel 1998, dove si distinse per il suo stile sobrio, la vicinanza agli ultimi e il rifiuto dei privilegi ecclesiastici.

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Un papato della svolta

Eletto papa il 13 marzo 2013, dopo le storiche dimissioni di Benedetto XVI, fu il primo gesuita a salire al soglio pontificio, e il primo a scegliere il nome Francesco, ispirandosi al santo di Assisi. Da subito il suo stile semplice – senza mozzetta, con croce di ferro e alloggio a Santa Marta invece che negli appartamenti papali – segnò un netto cambio di rotta.

Durante i suoi 12 anni di pontificato, Papa Francesco ha promosso una Chiesa “ospedale da campo”, capace di accogliere, curare e ascoltare. Ha parlato apertamente delle piaghe del nostro tempo – povertà, guerra, disuguaglianze, cambiamento climatico – e non ha esitato a toccare temi controversi come l’inclusione delle persone LGBTQ+, il ruolo delle donne e la trasparenza economica in Vaticano.

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Le sue encicliche Evangelii Gaudium, Laudato si’ e Fratelli tutti hanno segnato profondamente il pensiero sociale della Chiesa contemporanea, spingendo verso un impegno concreto per la giustizia, l’ambiente e la fraternità tra i popoli.

La malattia e gli ultimi giorni

Negli ultimi anni, la salute di Papa Francesco si era progressivamente indebolita. Affetto da dolori cronici al ginocchio, difficoltà respiratorie e altri acciacchi legati all’età, aveva più volte ridotto i suoi impegni pubblici. A novembre del 2024 gli era stata diagnosticata una polmonite bilaterale che, dopo un lungo ricovero al Policlinico Gemelli, aveva lasciato strascichi importanti.

Negli ultimi giorni, sebbene debilitato, aveva voluto partecipare ai riti della Pasqua, apparendo per l’ultima volta affacciato al balcone della Basilica di San Pietro per impartire la benedizione “Urbi et Orbi”. Il giorno precedente alla sua morte, aveva ricevuto anche una visita privata del vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, segno del continuo rilievo del suo ruolo sulla scena mondiale fino all’ultimo respiro.

Dodici anni di Papa Francesco - Comunione e Liberazione - Sito ufficiale

Un’eredità viva

Con la morte di Papa Francesco si chiude una delle stagioni più intense e trasformative nella storia recente della Chiesa cattolica. Il suo sguardo limpido verso i poveri, il suo linguaggio semplice ma profondo, e la sua ferma volontà di riforma hanno lasciato un segno indelebile non solo tra i cattolici, ma anche nel cuore di milioni di persone di ogni fede e cultura.

Il conclave per eleggere il suo successore sarà convocato nei prossimi giorni, ma l’eco della sua voce continuerà a risuonare a lungo: «Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono». [leggi anche approdondimenti qui ]