Publichiamo una lettera di una professera pervenuta alla nostra redazione che sottolinea ancora una volta i gravi problemi che ci sono nelle scuole italiane…. Egregio Direttore,
con sempre più frequenza si sente parlare di bullismo, di violenza fra i giovani, di
ragazzi che dopo la discoteca concludono la serata con un incidente
automobilistico, quando non è la loro vita concludersi lì.
I giornali e i servizi giornalistici vari, riportano percentuali allarmanti sul
consumo di droga e di alcol fra i giovani.
Spesso mi chiedo se stiamo veramente facendo il possibile per evitare che i nostri
ragazzi vadano a finire in un tunnel così pericoloso.
Sono un’insegnante e non ho bisogno di leggere statistiche per sapere che molti
studenti fanno uso di droga e non è neanche una novità, è da anni , decine di anni e
anche più che la droga circola nelle scuole, anche se ora forse più massicciamente
e fra studenti di età inferiore rispetto a prima.
Ci si sente impotenti di fronte ad un fenomeno che viene sottovalutato e spesso
ignorato.
Ne parli con gli studenti e sembra che tu sia l’unica a non saperlo, una mia
alunna un giorno mi ha detto: "Certo che c’è la droga, qualche anno fa all’ingresso
della scuola ad un controllo della polizia 90 studenti sono stati fermati perché
gliel’avevano trovata addosso" (non ero in quella scuola quando il fatto era
successo.).
Senti i loro discorsi: uno spinello ogni tanto non fa niente, smetto quando
voglio, in discoteca circola di tutto anche le pastiglie, a volte si esagera nel
bere, l’importante e non mischiare, ecc.
Alcuni li vedi il lunedì mattina dormire sui banchi, oppure più distratti del
solito, a volte euforici o con la testa chissà dove, stanno ancora smaltendo gli
effetti di quanto assunto in discoteca la sera prima? Si sono fatti uno spinello
prima di entrare a scuola? O sono andati a letto tardi ? Quante volte mi sono fatta
queste domande, poi comunque inizio a spiegare, finisce l’ora ….Come si fa a
seguire una lezione dopo essersi fatti uno spinello? O dopo aver preso una sbornia
la sera prima, nel migliore dei casi? Qualsiasi tipo di insegnamento in una
condizione del genere è destinato a fallire, non ci dovrebbe sorprendere se i nostri
alunni fanno fatica a capire , se sembrano stupidi, o se a volte alcuni sono
violenti ed hanno delle reazioni eccessive.
Se il livello di preparazione dei nostri studenti si sta abbassando sempre di più,
quanto si sta tenendo conto della variabile droga nell’analizzare i risultati della
nostra istruzione?
Le droghe intorpidiscono la mente, istupidiscono quando non bruciano il cervello
(vedi eroina, LSD, cocaina , cannabis, anfetamine, ecstasy ed altro).
Come spesso capita nel mio lavoro ho cambiato diverse scuole ed ho visto i risultati
scarsi o nulli dei vari interventi informativi su queste tematiche, fatte da
psicologi inviati dalle ASL o altri enti. Questo mi aveva indotta a pensare che la
stessa cosa probabilmente fosse successa a molti miei colleghi e presidi, che non
si potesse fare niente a riguardo, che bisognava rassegnarsi.
L’esperienza fatta successivamente però mi ha dimostrato che si può e si deve
intervenire, diversamente rischiamo che un’intera generazione venga lentamente,
giorno dopo giorno distrutta da false informazioni e da spacciatori senza scrupoli.
I discorsi teorici e le romanzine sono meglio di niente, ma quello che ho visto
incide di più, sono le informazioni sugli effetti fisici e mentali che le droghe
causano, i meccanismi che spingono a farne sempre più uso ed a causarne la
dipendenza.
Un operatore di un centro di recupero per tossicodipendenti, tra le altre cose mi ha
detto che la droga inizialmente viene presa per risolvere un problema o un disagio e
se non si è in possesso delle informazioni corrette sugli effetti devastanti, la
persona pensa di aver trovato la soluzione al suo problema senza rendersi conto
della trappola in cui è finita.
Per mia esperienza gli interventi che hanno realmente coinvolto i miei alunni, li
hanno fatti riflettere ed hanno influito positivamente su di loro, sono stati quelli
fatti da ragazzi che avevano vissuto in prima persona gli effetti negativi di
queste sostanze, volontari dei centri di recupero Narconon per
tossicodipendenti, che stanno portando avanti campagne informative in diverse città
d’Italia.
C’è un grosso business su alcol e droghe, ci sono campagne di marketing e false
informazioni per allargare ed incrementare il mercato, chi sono i clienti o
potenziali clienti? Chi è il target di questo mercato? I nostri ragazzi!
Quanto bisogna fare per contrastare la pressione che sta dietro ad affari di così
grande entità, chi lo farà se non lo facciamo noi?
Non si può stare a guardare mentre il lupo mangia le pecore.
Sinceri saluti
Prof.ssa Margherita Pellegrino














