Accertati casi negli Usa, in Canada e in Nuova Zelanda. Primo caso di influenza suina in Spagna
Sono finora 147 i casi di influenza suina accertati nel mondo LA MALATTIA – LA CURA
Per la maggior parte sono concentrati in Messico, unico Paese in cui il nuovo virus ha ucciso: 103 le persone decedute (soltanto una parte le vittime certamente collegate al virus del tipo A/H1N1, sospette le altre). Sono 1600, sempre in Messico, le persone ricoverate in ospedale con sintomi di influenza. In pochi giorni, dal 13 aprile a oggi, il virus ha superato i confini del Messico per toccare California, Texas e Kansas. In Europa, per il momento, ci sono soltanto alcuni casi sospetti, tutti di persone appena rientrate da viaggi in Messico. Ecco nel dettaglio la situazione.
MESSICO – L’emergenza nel Paese latinoamericano è di una tale gravità che, per fronteggiarla, la Banca mondiale fornirà a Città del Messico un prestito immediato da 25 milioni di dollari ed una linea di credito pari a 180 milioni. Il presidente messicano Felipe Calderon, in una conferenza stampa, ha affermato che sono 1.614 persone con sintomi influenzali (400 delle quali ricoverate), 103 sono morte, mentre i rimanenti pazienti sono stati dimessi o sono ancora in ospedale per accertamenti. La maggior parte delle persone decedute sono adulti tra i 25 e i 45 anni. Calderon ha lanciato un appello ai suoi concittadini affinché evitino di auto-medicarsi e rispettino le misure di prevenzione indicate dalle autorità. Il governo ha messo in atto provvedimenti speciali per isolare i casi confermati e sospetti. Cordova ha confermato la chiusura delle scuole e delle università della capitale, megalopoli con 20 milioni di abitanti, in atto da venerdì scorso. La riapertura è ora prevista per il prossimo 6 maggio. Sospese anche tutte le Messe nella capitale messicana. Le misure di sicurezza sono state estese al vicino stato di San Luis Potosì, particolarmente toccato dal virus. A quanto dichiarato dal sindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, la settimana entrante sarà la più «critica» sul fronte dell’influenza da suini, per la possibilità di altri contagi. Nel ricordare che nella capitale nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 5 morti, Ebrad ha segnalato che finora le vittime dell’influenza, sempre a Città del Messico, sono 18.
STATI UNITI – I casi sono 20, fra cui Texas (due), California (sette), Kansas (due), Ohio (uno) e New York (otto). Gli Stati Uniti hanno proclamato lo stato di emergenza sanitaria. Il ministro per la Sicurezza interna Janet Napolitano ha dato ordine di distribuire il 25% delle scorte Usa degli antivirali Tamiflu e Relenza, di cui gli Usa hanno a disposizione 50 milioni di dosi.
CANADA – Sei i casi accertati, sulle due coste del Paese.
ITALIA – Un caso sospetto in Veneto. È risultato negativo ai test virologici per l’influenza da suini un paziente proveniente dal Messico.
NUOVA ZELANDA – Nove studenti e la loro insegnante, che erano stati in Messico per una settimana, sono stati probabilmente contagiati dalla influenza da suini, di cui presentano i sintomi.
FRANCIA – Quattro nuovi casi sospetti di influenza da suini in Francia: si tratta di viaggiatori provenienti dal Messico e dagli Stati Uniti. I quattro sono residenti a Lione, Pau, Poitiers e Nantes. Sono risultati negativi invece i primi quattro casi sospetti riscontrati dalle autorità sanitarie transalpine.
SPAGNA – Confermato un caso, il primo in Europa. Sono attualmente in osservazione 17 pazienti.
ISRAELE – Due casi sospetti, entrambi provenienti dal Messico e ricoverati in isolamento.
AUSTRALIA – Due persone di ritorno dal Messico con sintomi di influenza sono state ricoverate per essere sottoposte a esami.
GRAN BRETAGNA – Negativi i test su caso sospetto, uno steward proveniente dal Messico.
COLOMBIA – Sono sotto osservazione nove casi sospetti provenienti dal Messico.
BRASILE – Un caso sospetto proveniente dal Messico.
SVIZZERA – Anche in Svizzera cinque persone potrebbero avere contratto l’influenza suina e sono attualmente sottoposti ad esami medici.
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i sei gradi di allerta dell’Oms
La fase tre nella quale ci troviamo è accomunata alle fasi uno e due, che corrispondono a un periodo nel quale predominano le infezioni negli animali, con poche infezioni nell’uomo. Il passaggio alle fasi successive è legato alla capacità del virus di trasmettersi da uomo a uomo, con un crescente numero di casi, fino alle fasi cinque e sei, che corrispondono alla grande diffusione dell’infezione umana.
Fase 1: periodo intrapandemico. Non vengono scoperti nuovi sottotipi di virus influenzali. Un sottotipo di virus di influenza che provoca l’infezione nell’uomo potrebbe essere presente anche negli animali. Nessun virus potenzialmente pandemico in circolazione negli animali viene identificato nell’uomo: il rischio è basso. Contromisure: rafforzare il livello di preparazione e risposta all’influenza pandemica a tutti i livelli (mondiale, continentale, nazionale e regionale).
Fase 2. Virus influenzali animali causano infezioni nell’uomo e sono perciò considerati una potenziale minaccia pandemica. Non vengono scoperti nuovi sottotipi di virus influenzali ma c’è il rischio sostanziale che un virus influenzale diffuso negli animali si trasmetta all’uomo. Contromisure: ridurre al minimo il rischio di trasmissione all’uomo. In caso di passaggio dell’infezione all’uomo, rilevare e documentare il più rapidamente possibile la trasmissione
Fase 3. Periodo di allerta pandemica. Un virus animale o umano riassortito causa casi sporadici o piccoli focolai epidemici nell’uomo, ma si trasmette da uomo a uomo solo quando avviene un contatto molto ravvicinato con una persona infetta. Casi di questo tipo, precisa l’Oms, non indicano che il virus abbia assunto una capacità di trasmettersi tale da poter causare una pandemia. Contromisure: assicurare una rapida tipizzazione del nuovo virus e garantire immediate capacità di rilevamento, notifica e risposta già a partire dai primi casi registrati.
Fase 4. Caratterizzata da una limitata trasmissione da uomo a uomo da parte di un virus riassortito in grado di scatenare focolai epidemici. Il virus compie un passo in avanti nella capacità di scatenare una pandemia, ma non indica ancora l’arrivo della pandemia. La diffusione è localizzata perché il virus non si è ancora adattato bene alla specie umana. Contromisure: contenere i focolai epidemici e rallentare il più possibile la diffusione della malattia per guadagnare tempo e attuare così le contromisure, compreso lo sviluppo di un vaccino.
Fase 5. Il virus si trasmette da uomo a uomo ma la trasmissione da persona a persona è ancora localizzata in almeno due Paesi in una regione dell’Oms. Mentre la maggior parte dei Paesi possono non registrare alcun caso, la dichiarazione di fase cinque è un forte segnale che la pandemia è imminente e che è urgente mettere a punto organizzazione, comunicazione e ottimizzazione delle contromisure. Il virus inizia ad adattarsi meglio alla specie umana (rischio pandemico sostanziale). Contromisure: aumentare al massimo gli sforzi per contenere e rallentare la diffusione della malattia con l’obiettivo di scongiurare una pandemia e guadagnare tempo per attuare tutte le possibili contromisure.
Fase 6. Periodo pandemico. Il virus si trasmette in tutta la popolazione. La pandemia è nel pieno del suo corso, nel picco. Contromisure: minimizzare l’impatto della pandemia.
Post picco. I casi cominciano gradualmente a scendere al di sotto del picco nella maggior parte dei Paesi. E’ ancora possibile che si verifichino nuove ondate a distanza di mesi, come è accaduto in passato nelle altre pandemie.
Post pandemia. L’attività influenzale torna ai livelli normali, tipici dell’influenza stagionale. E’ importante comunque mantenere la sorveglianza.
1-Che cos’è l’influenza suina?
E’ una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali del tipo A, con alta infettività ma bassa mortalità. Il ceppo responsabile (A/H1N1) è stato isolato per la prima volta negli Anni 30. La maggior parte delle epidemie si manifesta nel tardo autunno e in inverno, come accade per l’uomo. Come tutti i virus influenzali, anche quelli suini mutano continuamente. I maiali possono essere infettati da quelli dell’aviaria e quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, si possono verificare fenomeni di «riassortimento» che portano a mix di ceppi umani/ aviari/suini e facilitano le mutazioni.
2-I virus suini possono infettare l’uomo?
Normalmente no. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali. Nel caso dell’epidemia in corso c’è, però, l’evidenza che il virus responsabile si diffonde da persona a persona. Non si sa al momento quanto sia facile la trasmissione.
3-Quali sono i sintomi dell’influenza suina nell’uomo?
Sono simili a quelli della «classica» influenza stagionale umana: febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse. Alcune persone colpite hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Anche l’influenza suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti con complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria). L’infezione può essere in forma lieve o grave.
4-Come si trasmette all’uomo il virus suino?
Direttamente dai maiali all’uomo e dall’uomo ai maiali. Nella trasmissione da persona a persona, il virus infetta attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternuto. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e portando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importante. Il bacio è veicolo di trasmissione.
5-Le persone possono infettarsi mangiando carne di maiale e salumi?
No, i virus dell’influenza suina non sono trasmessi dal cibo. I salumi sono sicuri, la carne cruda se cotta a 70-80 gradi (e il maiale si mangia ben cotto) è strasicura.
6-Come si diagnostica l’infezione da virus influenzali suini nell’uomo?
Per il virus A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4-5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando l’infezione è più virulenta). Alcune persone, in particolar modo i bambini, possono espellere virus anche per 10 giorni e più.
7-Che differenza c’è tra l’attuale influenza suina e l’aviaria che ha creato tanto allarme nell’agosto-ottobre del 2005?
L’aviaria ha creato allarme perché era più «letale»: meno infettati, più vittime. Ma il virus per fortuna non ha mai fatto un «completo» salto di specie da divenire facilmente trasmissibile da uomo a uomo. In questo caso, invece, il virus passa da uomo a uomo, ma è percentualmente meno letale.
8-Quindi è possibile la pandemia? E che cosa significa fase 3 di allerta dell’Oms?
Gli esperti dell’Oms sono al lavoro per far scattare, o meno, il passaggio dall’attuale fase 3 di allerta pandemico alla fase 4. La maggior parte delle vittime avevano tra i 25 e i 45 anni: un fatto che preoccupa, perché un segno caratteristico delle pandemie del passato è stato l’alto tasso di decessi tra i giovani adulti in buone condizioni di salute. Nei piani di preparazione per contrastare una pandemia si definiscono sei livelli di allerta. Le fasi 56 sono la pandemia.
9-Quali farmaci possono essere usati?
I virus influenzali suini isolati recentemente negli uomini sono resistenti all’amantadina e alla rimantadina.
Pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento-prevenzione dell’influenza umana da virus suino. Sembra che il virus sia sensibile ai farmaci inibitori delle neuroaminidasi. La corsa all’approvvigionamento individuale è però sbagliata, anche perché si rischia di scambiare per influenza qualsiasi infezione virale (e in questo periodo è molto improbabile che lo sia). Non esiste ancora un vaccino.
10-E’ quindi meglio non recarsi in Messico in questo periodo?
Non è il caso di andare nelle zone in cui si sono verificati i focolai d’infezione. E’ consigliabile consultare prima di partire il sito «Viaggiare sicuri» del ministero degli Esteri. Le zone da evitare sono: Sonora, Baja California, Stato del Messico e Oaxaca.
Fonti: Cdc di Atlanta (Usa), governo italiano















