( Londra dalla nostra inviata in parlamento Inglese Giada Charmain Consigli) -Martedì 14 luglio alle ore 14 e 30 si sono svolte, come di consueto, le cosiddette Oral Questions nella Main Chamber della House of Lords. Un interessante dibattito sulla questione del mediterraneo che riguarda anche l’Italia.
Fra le interessanti questioni avanzate dai lords, il liberale Lord Roberts of Llandudno ha chiesto in particolare come intendeva il governo inglese dare il proprio supporto ad Italia e Grecia nell’assistere e accogliere il traffico di migranti nel Mediterraneo.
La situazione è sempre più delicata e il governo inglese ne ha preso consapevolezza attraverso le risposte del Minister of State Lord Bates. Le intenzioni però si limitano, per il momento, a mantenere il supporto attraverso il ruolo di guida e la creazione di una protection zone, riducendo quel genere di immigrazione illegale che potrebbe intaccare la sicurezza dentro ai confini dell’UE.

Il problema che Lord Roberts of Llandudno ha tenuto ad evidenziare è il fatto che il governo britannico non si stia esponendo abbastanza con i propri aiuti, e che migliaia di persone continuano a morire nel disperato tentativo di attraversare il Mediterraneo, mentre gli inglesi si limitano ancora ad esprimere inutile compassione.
Lord Bates ha tenuto comunque a confermare quanto a livello di nazione si voglia trovare una soluzione al problema dei migranti. L’associazione Save the Children ha infatti chiesto all’Inghilterra di trovare una sistemazione perlomeno alle migliaia di bambini a rischio e sia l’ONU che l’UE stanno attualmente tenendo in considerazione questa eventualità.
[in foto Lord Roberts of Llandudno ]
Recentemente, il Ministro dell’Immigrazione James Brokenshire si è reso autore di un’affermazione alquanto spinosa nei confronti dei migranti: ha espresso un parere secondo cui la maggior parte dei migranti intraprendono una tale impresa per ragioni economiche. Lord Bates ha tenuto a ribadire quanto in realtà ci siano due categorie di migranti, quelli soggetti a pressioni per via di conflitti come nel caso della Siria, e quelli che provengono dall’Africa subsahariana, spinti da motivazioni economiche.

Qualsiasi siano le motivazioni che spingono i migranti ad attraversare il Mediterraneo e a correre un rischio così grande, il problema resta comunque di proporzioni enormi e il governo britannico deve assumersi anch’esso responsabilità di intervento, insieme al resto dell’Unione Europea.
















