ESSERE PATRIOTI NON SOLO IN CURVA Iniziative che svelano verità

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Le continue catastrofi o le politiche recanti disfunzioni sociali hanno orientato l’uomo su una concezione totalmente negativa di sé, facendogli quasi perdere l’interesse su tutto ciò che lo circonda.

Quanti, infatti, ricordano di possedere ancora quella curiosità o genuinità manifestate ampiamente nell’infanzia?
Davvero pochi e questi più volte sono ricercatori, sempre pronti a porsi domande, desiderosi di comprendere il passato e scoprire il futuro, come
dei bimbi alle prese con i loro primordiali “perché”.
Ma chi tra essi è in grado di delineare meglio almeno la struttura del loro lavoro se non l’archeologo. È probabile che adesso molti, inconsapevolmente, lo stiano associando al personaggio di Indiana Jones ma proprio per questo l’articolo farà chiarezza su cosa significa
esattamente condurre questo mestiere.
Essendoci recati direttamente sul campo, si è potuto notare che l’archeologia richiede impegno, una vasta preparazione teorica ma anche fisica e sanitaria, utili durante gli scavi.
Cocci e mummie non sono i suoi unici obiettivi, perché è una disciplina così ampia tanto che nel tempo si è diramata in diverse specializzazioni: archeologia dei paesaggi, sperimentale, musicale, ambientale, archeozoologia, archeoastronomia.
rosita2Dunque una scienza teoricamente tanto all’avanguardia ma che oggigiorno lo è meno in ambito lavorativo, almeno per ciò che riguarda l’Italia.
Ha subito, infatti, un drastico calo da quando molte ricerche sono state arrestate per assenza di fondi. Naturalmente questo ha causato una diminuzione di studenti universitari, i quali hanno preferito o scelgono tutt’ora di non iscriversi, poiché incerti di future opportunità lavorative.
Simili situazioni potrebbero far chiudere la facoltà, come stava per accadere a Foggia, una delle provincie della Puglia, che rischiava così di perdere uno dei tasselli fondamentali per l’approfondimento della cultura daunia, diffusasi esclusivamente a nord della regione. Fortunatamente nel 2014 forte è stata la voce di studenti e docenti universitari, che mediante un sit-in di protesta hanno rimediato all’imminente chiusura. In realtà quest’anno la facoltà è chiusa alle matricole e la data della sua riapertura non è stata ancora determinata. Comunque ciò non li ha affatto arresi; infatti nonostante i pochi già iscritti, il foggiano è stato presente quest’estate , nei mesi di luglio e agosto, ad Orvieto impegnandosi nell’identificazione del Fenum Voltumnae, santuario federale degli etruschi.
Importanti sono stati anche i precedenti progetti condotti in area locale. Si ricordi Salapia, l’odierna Trinitapoli -prima città daunia che nei secoli ha subito insediamenti romani e medioevali- ai cui scavi ha partecipato il Davidson College del North Carolina (USA), curioso di conoscere i rapporti tra l’economia romana e l’altra sponda del Mediterraneo. La valle del Carapelle, situata tra Ordona e Ascoli Satriano, in cui dal 2003 al 2010 si è portata alla luce la Villa Faragola, abitata in diversi periodi ma datata principalmente in età romana tardoantica, poiché pochi sono i reperti risalenti all’era pre/postromana. È stata indagata anche gran parte di Ordona, in cui recentemente si è scoperta la sua antica formazione, costituita da un foro, un macellum (antico mercato a pianta circolare), due templi e perfino un impianto termale. Inoltre da un’immagine aerea sono emerse sul saggio aree delimitate da solchi, che secondo un’ipotesi sarebbero potuti essere quartieri circostanti all’antico centro urbano; perciò si spera che prossimamente vengano condotte ulteriori ricerche. Momentaneamente l’Università di Foggia sta conducendo una ricognizione sulla Valle del Cervaro, vicino Bovino, (Fg). Precisamente nei pressi della masseria Serrone è stata notata, mediante fotografie aree, la presenza di una villa romana, che pur non essendo in elevazione ha da offrire, in superficie, parecchi reperti archeologici. A tale progetto si è deciso di coinvolgere 23 liceali dell’ Istituto “A. Olivetti” di Orta Nova, (Fg).
I ragazzi sono stati preparati prima di iniziare i lavori: dal 21 al 25 settembre hanno seguito un corso teorico condotto dagli archeologi dei paesaggi Vincenzo Ficco e Marianna Galano, presso l’università. Informati non solo su ciò che avrebbero dovuto fare sul campo, hanno imparato gran parte di ciò che concerne l’archeologia in genere: modulo della sicurezza, lettura della cartografia e di mappe storiche, conoscenza del GIS e aereofotointerpretazione.
Così pronti per la ricognizione sistematica, il 28 e 29 settembre, hanno potuto indagare i terreni in questione, ritrovando abbondanza di laterizi e ceramiche che hanno dovuto detergere e datare in laboratorio negli ultimi due giorni della loro partecipazione. Al fine del progetto, arricchite le loro conoscenze, i ragazzi hanno di conseguenza contribuito alla crescita della loro scuola e del loro paese, facendo apprezzare il grande patrimonio culturale che il territorio offre.
Intanto le ricerche universitarie non si sono arrestate, ma continuano verso Bovino e alcune zone locali di origini antiche, perché la Puglia, così come il resto d’Italia, ha ancora tanto da rivelarci.
Tali esperienze servono per far comprendere ad adulti e ragazzi che non solo le grandi città ma anche le più sconosciute presentano tesori inestimabili. Questa, come testimoniano alcuni archeologi, è sicuramente una marcia in più in grado di incentivare non solo la cultura ma anche il turismo. Perciò un frequente arresto dei progetti per assenza di fondi o mancanza di curiosità, non farebbe altro che accantonare il grande valore dell’Italia ma anche diminuire le opportunità per gli aspiranti archeologi, contribuendo così a un possibile aumento del forte flusso migratorio.
Dicono, inoltre, che è sicuramente necessario sensibilizzare le coscienze degli italiani, a partire dai ragazzi, mediante una più diffusa divulgazione culturale tramite magazine online o social network, i più cliccati in quest’epoca. Ma naturalmente le parole non bastano.
La ricerca culturale e scientifica è fondamentale per la crescita del Paese, e il nostro non può più vivere da parassita. Oggi una terra ricca come l’Italia necessita un enorme sostegno da parte dei cittadini e queste iniziative potrebbero far cambiar loro grandi considerazioni su di essa e perché no, renderli un po’ più orgogliosi del proprio tricolore, magari facendolo sventolare non soltanto ai mondiali.

Rosita Pirulli