Londra – Andrea Cisternino rimasto con altre persone ad aiutare gli animali, rischia di morire di sete e di fame, bloccato in Ucraina insieme ad altri 4 collaboratori e più di 400 animali.
Grazie all’appello del giornalista Claudio Locatelli sulle sue pagine FB e il tentativo di contattare la Croce Rossa ucraina per far partire una missione di emergenza per Andrea.
In queste ore infatti la croce rossa sta contattando Andrea, l’appello ha funzionato, anche la politica italiana si é mossa e la farnesina hanno stimolato il governo Ucraino per attivare le ultime fasi della croce rossa.
L’Ambasciata italiana a Leopoli: «Stiamo seguendo il caso, Cisternino in area al momento difficilmente raggiungibile»
Dal sito della farnesina si legge: La Farnesina segue con la massima attenzione la situazione del connazionale Andrea Cisternino, che gestisce un centro per la protezione degli animali abbandonati vicino a Kiev. In particolare, nel contesto delle attività in corso per assistere gli italiani che ancora si trovano in Ucraina, l’Unità di Crisi, in raccordo con l’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali, si è attivata per facilitare, tramite contatti con le Autorità locali, l’arrivo di cibo e medicinali veterinari.
Il “Rifugio Italia Kj2” di Kiev, fin dalla sua apertura, 10 anni fa, è in contatto con la nostra Ambasciata, che ne riconosce le attività e che, negli anni, ha sostenuto nei rapporti con le autorità locali. La struttura, a nord di Kiev, si trova ora sulla direttrice delle forze armate russe provenienti da nord.
L’Ambasciatore Zazo aveva visitato il centro prima dell’inizio delle ostilità. La possibilità di fare giungere viveri nell’area è legata ad una sospensione dei combattimenti da parte dei belligeranti.
Il 12 febbraio scorso la Farnesina aveva diramato il primo invito agli italiani a lasciare temporaneamente l’Ucraina visto l’aggravarsi delle condizioni di sicurezza. Ma Cisternino ha deciso di non andarsene: «Da anni mi prendo cura di oltre 400 animali, che ho salvato da maltrattamenti e allevamenti e ho deciso di restare, di non abbandonarli. Costruire questo rifugio è costato molta fatica, io non me ne vado» aveva detto a fine febbraio.
















