
Londra (p.B.O)
Nel weekend dell’8 e 9 giugno 2025, gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su cinque quesiti referendari, proposti da sindacati e organizzazioni civiche, che riguardano diritti sul lavoro e cittadinanza. I referendum hanno ottenuto il via libera dalla Corte Costituzionale, a seguito di un’importante mobilitazione popolare: oltre 4 milioni di firme per i quesiti sul lavoro e 637mila per quello sulla cittadinanza.
🔨 I 4 Referendum sul Lavoro
1. Contro i licenziamenti ingiusti
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Obiettivo: Eliminare il contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act.
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Cosa cambierebbe: Il reintegro sul lavoro tornerebbe possibile anche in caso di licenziamenti senza giustificazioni valide.
2. Più garanzie per chi lavora nelle piccole aziende
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Obiettivo: Cancellare il limite massimo di 6 mensilità come indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato in aziende con meno di 16 dipendenti.
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Cosa cambierebbe: I giudici avrebbero la libertà di stabilire un risarcimento adeguato, senza limiti predefiniti.
3. Contro il lavoro precario
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Obiettivo: Ridurre il ricorso eccessivo ai contratti a termine.
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Cosa cambierebbe: Verrebbero reintrodotti vincoli e “causali” per poter usare contratti a tempo, promuovendo forme di occupazione più stabili.
4. Più sicurezza nei luoghi di lavoro
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Obiettivo: Estendere le responsabilità del committente in caso di incidenti nei subappalti.
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Cosa cambierebbe: Anche l’azienda appaltante diventerebbe responsabile, favorendo maggiore attenzione alla sicurezza e meno appalti al ribasso.
🌍 Il Referendum sulla Cittadinanza
5. Cittadinanza italiana più accessibile
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Obiettivo: Ridurre da 10 a 5 anni il requisito di residenza per ottenere la cittadinanza.
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Cosa cambierebbe: Verrebbe ripristinato il requisito storico dei 5 anni di permanenza legale continuativa, già presente fino al 1992.
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Cosa NON cambia: Restano in vigore gli altri criteri, come conoscenza della lingua, reddito minimo, incensuratezza, obblighi fiscali e requisiti di sicurezza.

i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono VOTARE PER POSTA, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza. A tal fine, si raccomanda di controllare e regolarizzare la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso l’Ufficio consolare competente, utilizzando il portale online dei servizi consolari Fast It.
In alternativa al voto per corrispondenza, gli elettori iscritti all’AIRE possono SCEGLIERE DI VOTARE IN ITALIA PRESSO IL PROPRIO COMUNE DI ISCRIZIONE ELETTORALE, comunicando per iscritto la propria scelta (OPZIONE) al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni.
Questo appuntamento referendario rappresenta un’occasione importante per incidere direttamente su diritti fondamentali come il lavoro sicuro, stabile e dignitoso, e l’integrazione reale di chi vive da anni in Italia.
Informarsi e votare consapevolmente è essenziale per decidere in prima persona su temi che toccano milioni di persone.
In sintesi:
















