Londra (redazione)  – Il 18 e 19 giugno l’Italia celebra il 70° anniversario della Conferenza di Messina, l’incontro che nel 1955 segnò una svolta decisiva nel processo di integrazione europea. La commemorazione, promossa dalla Farnesina, ricorda il ruolo fondamentale svolto dall’allora Ministro degli Esteri italiano, Gaetano Martino, nel rilanciare la cooperazione tra i Paesi europei e avviare quel percorso che due anni dopo avrebbe portato alla firma dei Trattati di Roma e alla nascita della Comunità Economica Europea, oggi Unione Europea.

Alla Conferenza di Messina parteciparono i Ministri degli Esteri dei sei Paesi membri della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA): Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Fu proprio su impulso italiano che i leader europei decisero di superare la dimensione puramente economica della CECA per immaginare un progetto più ambizioso: un’Europa unita, stabile e pacifica.

L’incontro di Messina, proseguito a Taormina, fu il momento in cui vennero gettate le basi per l’avvio di una vera comunità europea, con l’obiettivo di creare un mercato comune e rafforzare la cooperazione politica tra gli Stati. Da quella conferenza nacque un mandato chiaro: redigere un rapporto che indicasse le modalità per una più stretta integrazione. Quel rapporto sarebbe poi diventato il presupposto per la firma dei Trattati di Roma nel 1957.

La spinta italiana fu decisiva. Gaetano Martino, con una visione lungimirante, comprese che l’unità europea non poteva fermarsi alla gestione di carbone e acciaio, ma doveva evolversi in un progetto politico e culturale condiviso.

A distanza di settant’anni, la memoria della Conferenza di Messina è un invito a riflettere sull’importanza della cooperazione europea di fronte alle sfide contemporanee: le tensioni internazionali, le crisi energetiche, i cambiamenti climatici, la necessità di rafforzare la solidarietà e la sicurezza comune.