LONDRA (Rosita Dagh) – Il recente decreto-legge sulla cittadinanza, che riforma lo ius sanguinis e pone nuovi limiti al riconoscimento della cittadinanza per discendenza, continua a suscitare confronto e attenzione, soprattutto tra le comunità italiane all’estero.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), ha aperto alla possibilità di una riconsiderazione del tema, auspicando una “meditata riflessione” sulle nuove norme. Un invito al dialogo, che il Governo ha subito accolto sottolineando come le parole del Capo dello Stato siano “perfettamente in linea” con l’attuale politica e ribadendo la necessità della riforma per salvaguardare il valore della cittadinanza.
Secondo il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, il decreto risponde all’urgenza di regolare pratiche considerate irregolari, soprattutto in alcuni Paesi del Sud America. Il testo finale, ha aggiunto Silli, è il risultato di un confronto con il CGIE e risulta oggi più equilibrato rispetto alla versione originaria.
Tuttavia, le critiche non sono mancate. Per Toni Ricciardi (PD), le osservazioni di Mattarella sono “un passaggio fondamentale” e confermano la necessità di rivedere punti delicati del decreto, come la retroattività e le limitazioni alla doppia cittadinanza. Filiberto Zaratti (AVS) ha definito la norma “scellerata”, mentre Mario Borghese (MAIE) ha ringraziato il Presidente per aver compreso il disagio vissuto dagli italiani all’estero, auspicando un dialogo costruttivo per migliorare il testo.
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero lavorerà ora a proposte
















