Londra (Redazione) – Il Regno Unito fa retromarcia sulla BritCard, quello che doveva diventare uno strumento obbligatorio per milioni di lavoratori nel Regno Unito sarà invece facoltativo.

La conferma è arrivata oggi: la carta d’identità digitale non sarà più necessaria per dimostrare il diritto al lavoro, come inizialmente previsto. Passaporti e altri documenti continueranno a essere accettati.

Annunciata nel 2025 come parte della strategia su immigrazione, lavoro e digitalizzazione dello Stato, la digital ID avrebbe dovuto centralizzare dati personali, status legale e verifica dell’identità tramite smartphone. Il governo laburista di Keir Starmer ha però deciso di abbandonare l’obbligo, parlando di un semplice “aggiustamento” in vista di una consultazione pubblica più ampia.

Per opposizione e osservatori, si tratta invece di un vero U-turn politico, uno dei più evidenti dall’insediamento del nuovo esecutivo.

Alla base della frenata ci sono forti resistenze pubbliche. Associazioni civili, parlamentari e parte dell’elettorato hanno espresso timori su privacy, uso dei dati e possibili derive di controllo statale. Un nervo scoperto nel Regno Unito, Paese che ha abolito le carte d’identità già nel 1952 proprio per ragioni di libertà civili.

Anche datori di lavoro e analisti hanno messo in dubbio l’efficacia del sistema nel contrastare davvero il lavoro irregolare.

Il progetto non viene cancellato. La digital identity resterà disponibile su base volontaria, come strumento opzionale per accedere a servizi pubblici e verifiche amministrative. Ma la promessa di una carta digitale universale e obbligatoria, per ora, svanisce nella nebbia di Westminster.