UK, svolta sui social: i Lord votano per il divieto agli under 16

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Londra (Rosita Dagh) – La Camera dei Lord ha approvato un emendamento che introduce un divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni. La proposta è stata presentata dall’ex ministro conservatore dell’Istruzione Lord Nash insieme alla laburista Baroness Berger, alla liberal-democratica Baroness Benjamin e alla crossbencher Baroness Cass.

L’emendamento, inserito nel Children’s Wellbeing and Schools Bill, prevede che entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge il governo obblighi le piattaforme social a utilizzare sistemi di verifica dell’età “altamente efficaci”, in modo da impedire l’iscrizione agli under 16. È inoltre prevista la pubblicazione di linee guida rivolte ai genitori sull’uso dei social media da parte dei minori, suddivise per fasce d’età.

Dopo il voto dei Lord, la misura dovrà ora passare all’esame della Camera dei Comuni, che potrà confermare o respingere l’emendamento. Una bocciatura, tuttavia, potrebbe rivelarsi politicamente complessa. Diversi deputati laburisti hanno già espresso il loro sostegno al bando. Un parlamentare del Labour ha dichiarato che sarebbe “impossibile” imporre una linea contraria al gruppo parlamentare, con il rischio di una nuova ribellione interna.

All’inizio della settimana il governo aveva annunciato l’avvio di una consultazione su un possibile divieto dei social agli under 16, valutando anche alternative come limiti orari di utilizzo e misure contro il doomscrolling. Inizialmente contrario a un bando totale, l’esecutivo ha poi ammorbidito la propria posizione in vista del voto.

Lord Nash ha criticato la consultazione, definendola un ulteriore rinvio. Secondo il promotore dell’emendamento, le evidenze a favore del divieto sarebbero “schiaccianti” e il sostegno arriverebbe da professionisti sanitari, forze dell’ordine, insegnanti e genitori. “Il tempo dei rinvii è finito”, ha affermato.

In una nota diffusa dopo il voto, un portavoce del governo ha dichiarato che l’esecutivo intende intervenire per garantire ai bambini “un rapporto più sano con telefoni cellulari e social media”, sottolineando però la necessità di adottare misure basate su evidenze e sul confronto con esperti, genitori e giovani.