“Mari più sicuri, sfide nuove: all’Ambasciata d’Italia a Londra il vertice sulla sicurezza marittima”

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LondonONE radio italoeuropeo
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Londra (P.B.O) Nel cuore istituzionale di London, tra le sale dell’Ambasciata d’Italia a Londra, si è svolto un incontro che guarda lontano, oltre l’orizzonte visibile delle rotte marittime. Il titolo — Strengthening Global Maritime Safety: Incident Response Practices — è già una dichiarazione d’intenti: rafforzare la sicurezza dei mari, rendere più efficaci e tempestive le risposte quando qualcosa, inevitabilmente, va storto.

 

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A promuovere l’iniziativa è stata la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’IMO, in un dialogo che ha riunito oltre cento delegazioni dell’Organizzazione Marittima Internazionale, insieme a istituzioni e protagonisti del settore. Un crocevia di esperienze, competenze e urgenze condivise.

Ad aprire i lavori, l’Ambasciatore Fabio Cassese, che ha posto l’accento su tre pilastri imprescindibili: cooperazione tra Paesi, preparazione tecnica e circolazione delle buone pratiche. Senza questi elementi, ha lasciato intendere, la sicurezza della navigazione e la protezione dell’ambiente marino restano obiettivi fragili, esposti alle onde dell’imprevedibile.

A guidare il confronto è stato il Comandante Giuseppe Spera, che ha sottolineato quanto sia cruciale una risposta coordinata e rapida nelle emergenze in mare. Perché il tempo, in questi casi, non è solo una variabile: è spesso la differenza tra contenere un danno e lasciarlo espandere.

Gli interventi hanno offerto uno sguardo concreto sulle sfide attuali. Gaute Sivertsen ha illustrato i meccanismi internazionali di responsabilità e compensazione in caso di inquinamento da idrocarburi, soffermandosi anche sulle nuove complessità legate al Protocollo HNS. Dall’altra parte dell’oceano, Thomas J. Wiker ha portato esperienze operative maturate sul campo, richiamando l’attenzione su rischi emergenti come i container, le batterie al litio e gli incendi a bordo — minacce moderne che richiedono risposte altrettanto aggiornate.

A completare il quadro, Chiara Della Mea ha illustrato il ruolo dell’IMO nella prevenzione e gestione degli incidenti legati a sostanze inquinanti, mostrando come formazione e capacity building siano leve fondamentali per rafforzare la resilienza globale.

Più che un semplice convegno, l’evento si è rivelato uno spazio di confronto vivo, dove la teoria incontra la pratica e la diplomazia si intreccia con l’urgenza operativa. In questo scenario, l’Italia si conferma non solo partecipante, ma promotrice attiva di un dialogo internazionale necessario: quello per mari più sicuri, più protetti e, soprattutto, più preparati ad affrontare le sfide del presente.