L’incredibile storia del diamante più prezioso al mondo e la disputa ancora aperta tra UK ed India per il suo possesso.
È dal 1947, anno dell’indipendenza ufficiale dell’India, che è aperta la contesa fra il Regno Unito e l’India riguardo al possesso del prezioso diamante Koh-i-Noor.
La famosa pietra, estratta nel 1300 nelle miniere di Kollur in India, per il suo inestimabile valore è diventata il desiderio segreto di re, monarchi ed imperatori.
Il primo possessore fu Babur, discendente di Tamerlano e fondatore del vasto impero Moghul. Il diamante, il cui nome letteralmente significa Montagna di Luce, rimase nelle mani della famiglia reale Moghul fino al 1739, anno che sancì ufficialmente la fine di questo esteso impero indiano per mano del bellicoso condottiero Persiano Nader Shah.
Nel 1739 Nader Shah, grazie al suo genio militare, riuscì a sconfiggere nella battaglia di Karnal il sovrano dei Moghul. L’esercito nemico era capeggiato da Muhammad Shah (1702-1748) e contava tra le sue linee più di 300.000 soldati, 2.000 elefanti e 3.000 cannoni ma Nader Shah riuscì astutamente a vincere con soli 160.000 soldati conquistando Delhi.
Nader Shah, consapevole di non potere gestire un così vasto impero, decise di lasciare il regno a Muhammad Shah richiedendo in cambio i pagamenti delle spese di guerra. Sapeva dell’esistenza del famoso diamante Koh-i-Noor e pertanto, oltre ad altri preziosi gioielli, in quanto vincitore sull’impero Moghul si fece consegnare l’ambita pietra.

In effetti il Koh-i-Noor o Montagna di Luce oltre ad essere stato giudicato come il più grande e prezioso diamante al mondo ha una storia che lo avvolge nel mito.
Esiste una leggenda secondo la quale gli uomini che avessero posseduto la pietra avrebbero governato il mondo ma, allo stesso tempo, avuto grandi sfortune, mentre avrebbe portato fortuna se a possederla fosse stata una donna. Infatti, si dice che sia maledetta per gli uomini poiché nella storia tutti i sovrani maschi che la possedettero morirono poco dopo averla ottenuta o persero il regno.
Alla morte di Nader Shah, Ahmad Abdali, un generale di Nader, salì al potere e si impossessò del Koh-i-Noor. La nuova dinastia si stanziò in Afghanistan e l’ambito diamante passò da un sovrano all’altro della medesima famiglia che vide una lunga serie di scontri interni, tra conflitti e complotti.
Nel 1810 il regno cadde e l’imperatore Sikh di Punjab, in India, Ranjit Singh voleva mettere le proprie mani sulla preziosa pietra e così circondò il palazzo di Shah Shujah, ultimo sovrano del regno di Persia, impedendo qualsiasi rifornimento alimentare finché non ottenne la pietra.
Dal 1849, anno in cui l’Inghilterra completò l’annessione dell’intera regione indiana, ad oggi, il famoso diamante Koh-i-Noor è in possesso della famiglia reale britannica che ne ha fatto proprio uno dei suoi gioielli più importanti e rappresentativi.

Nel corso della seconda metà del XX secolo, l’India ha reclamato più volte il possesso Koh-i-Noor esponendo la causa anche alle Nazioni Unite ma la pietra non è mai stata restituita. L’ultimo avvenimento politico concernente la storia del diamante, è stato la visita in India del primo ministro inglese David Cameron 2013 che dichiarò che restituirlo sarebbe illogico.
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Italo- Versione inglese
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