Londra (Redazione) – È stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Quirinale, ad aprire ufficialmente i lavori del Seminario di Venezia, lo storico appuntamento che da oltre trent’anni riunisce esponenti del mondo dell’informazione e della società civile di Italia e Regno Unito. Un incontro che, ha sottolineato il Capo dello Stato, rappresenta “un importante spazio di dialogo tra le pubbliche opinioni dei nostri due Paesi”.

Nel suo intervento, Mattarella ha ringraziato l’ambasciatore britannico Inigo Lambertini e i suoi collaboratori per l’impegno nell’organizzazione del Seminario, ricordando come l’iniziativa si inserisca in un rapporto bilaterale solido, fondato su legami culturali, politici ed economici di lunga data e su una comune appartenenza alla civiltà europea.

Un legame riaffermato anche in occasione della visita di Stato dello scorso anno delle Loro Maestà il Re e la Regina del Regno Unito, definita dal Presidente “di grande e concreto significato”.

Il Seminario di Venezia, ha evidenziato Mattarella, ha saputo nel tempo consolidarsi come luogo di confronto tra due tradizioni giornalistiche, valorizzando il ruolo storico del Regno Unito nella nascita del giornalismo moderno, spesso indicato come modello di professionalità, indipendenza e imparzialità.

Al centro del discorso, il tema della libertà di informazione, definita un antidoto essenziale contro abusi di potere, manipolazioni e opacità. “Ogni compressione delle libertà – ha ricordato il Presidente – passa anzitutto dalla repressione del giornalismo”, sottolineando come i regimi autoritari colpiscano per primi l’informazione indipendente.

Mattarella ha richiamato quanto sta accadendo in Iran, dove alla violenta repressione delle proteste si accompagna il tentativo di oscurare le notizie e impedire la diffusione delle informazioni. Una dinamica che si ripete anche nei contesti di guerra, dove i giornalisti vengono censurati, ostacolati o esclusi dai teatri di conflitto.

Un impegno, quello per la verità, che continua a essere pagato a caro prezzo: secondo i dati della Federazione Internazionale dei Giornalisti, nel solo 2025 oltre 120 operatori dell’informazione hanno perso la vita nei conflitti armati, molti dei quali nella Striscia di Gaza.

Il Capo dello Stato ha poi richiamato i temi al centro del Seminario – dal ruolo geopolitico delle infrastrutture di comunicazione all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’informazione – sottolineandone la portata globale e il valore del confronto bilaterale per affrontare sfide che toccano direttamente la qualità della democrazia.

In questo quadro, Mattarella ha citato anche il Regolamento europeo sulla libertà dei media, definendolo un contributo significativo dell’Unione europea alla tutela dell’indipendenza dell’informazione.

Il Presidente ha infine rivolto un augurio di buon lavoro ai partecipanti, rinnovando il benvenuto agli ospiti e ribadendo il ruolo del dialogo come strumento essenziale per la difesa della libertà di stampa.