Londra (P.B.O) La scheda usata per votare nel Conclave ha forma rettangolare, misura 12×14 cm e contiene, nella parte superiore, la frase “Eligo in Summum Pontificem”, stampata se possibile. La parte inferiore è riservata per scrivere a mano il nome del candidato scelto. La scheda è progettata per poter essere piegata a metà.
Ogni Cardinale elettore compila la scheda in segreto, scrivendo con una calligrafia difficile da riconoscere e indicando un solo nome: se ne scrivesse più di uno, il voto verrebbe annullato. Dopo aver piegato la scheda, il Cardinale, seguendo l’ordine di precedenza, si reca all’altare, solleva visibilmente la scheda e pronuncia un giuramento in cui afferma davanti a Cristo di aver votato secondo coscienza. Poi inserisce la scheda in un recipiente attraverso un piatto e torna al suo posto.

Durante la votazione, nessuno al di fuori dei Cardinali può restare nella Cappella Sistina. Dopo la distribuzione delle schede e prima che inizi la compilazione, il Segretario del Collegio, il Maestro delle Celebrazioni e i Cerimonieri lasciano l’aula. La porta viene quindi chiusa dall’ultimo Cardinale Diacono, che la riapre solo quando necessario, ad esempio per far entrare o uscire gli incaricati della raccolta dei voti degli infermi.
Terminate le votazioni, le schede vengono perforate per legarle insieme e successivamente bruciate.
Come curiosità storica: l’uso delle schede per eleggere il Papa risale almeno al 1198, durante l’elezione di Innocenzo III. Questo avvenne nel Septizonium, un edificio romano trasformato in fortezza, e fu considerato il primo vero Conclave. Già allora si usavano schede, si designavano scrutatori e si seguiva un processo ordinato di voto e scrutinio.

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